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Castel d'Alfero E-mail

(a un chilometro e mezzo da Alfero, Comune di Verghereto, strada asfaltata in direzione Donicilio)

Un pezzo di medioevo pietrificato si trova nella sorprendente enclave sarsinate di Castel d'Alfero. Gli edifici che compongono il piccolo borgo, racchiuso da due ali di piccole costruzioni, conservano elementi costruttivi e particolari decorativi databili tra '400 e '500 e attribuibili alle maestranze comacine, i più famosi archietti di castelli del loro tempo, attivi nella montagna bolognese e forlivese ma testimoniate in quella cesenate solo in questo caso.

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Il borgo (documentato dal 1216), miracolosamente conservato a dispetto dei fenomeni sismici frequenti nella zona, si affaccia sul torrente Alferello.
Come la maggior parte dei castelli della zona, sin dal Mille, fu signoria dell'Abbazia del Trivio (Montecoronaro) che all'epoca vi mantenne un castellano con un presidio armato. Nel 1216 fu dei Guidi di Modigliana e nel 1259 era in possesso di Tommaso di Fogliano. Vi dominò per qualche tempo anche Uguccione della Faggiola.

Il maniero di struttura medievale, che doveva essere importante e ben agguerrito, fu trasformato in borgo rurale dividendo in piccole cellule abitative i corpi di fabbrica della cinta muraria. Contornato da mura medievali, nel versante sud dell'abitato Castel d'Alfero conserva tutte le caratteristiche del suo tempo, mentre nella parte nord restano le basi murarie dell'ingresso. Il poggio dove sorgeva la rocca è stato totalmente asportato per il passaggio della nuova strada; mentre l'arco dell'unico ingresso è stato abbattuto nel 1968.