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Piazza Plauto E-mail

La grande piazza del paese, dedicata a Tito Maccio Plauto (il grande commediografo latino che a Sarsina ebbe i natali nel 254 a.C.) è sempre stata in ogni epoca il luogo d'incontro dei sarsinati ed accoglie piacevolmente turisti e visitatori.

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Sita al centro della civitas, si estende nel luogo ove, in epoca romana, sorgeva il foro. Tracce della sua antica pavimentazione, a grandi lastre in marmo di Verona, sono visibili dietro agli edifici che si affacciano sul lato settentrionale della piazza (al sito si accede tramite una galleria). La recente pavimentazione in elegante pietra alberese è, invece, intervento più recente (inaugurata il 1° febbraio 2004).

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La piazza si chiude a salotto, o a mercato, con l'agile cornice del loggiato, sotto lo sguardo millenario della Cattedrale, ridente nel caldo rossore della facciata.
Sul lato orientale del foro sorgeva un edificio, forse dedicato al culto, i cui resti sono visibili da via Aurigemma (da Piazza Plauto, prima traversa destra di Via Cesio Sabino).

Il "murello" del sagrato, ospitale panchina per ritrovi gioiosi, s'ingentilisce con alcuni monumenti della necropoli romana di Pian di Bezzo. Cippi ricordano Murcia Eucumente (della stessa famiglia di Obulacco) e Sex. Tettius Hermes, il patrono del collegio dei Centonari che viene epigraficamente salutato con un famigliare have Herme, homo bone (ti saluto, Hermes, uomo buono).
Altri reperti si trovano nel cortile del vescovado, a destra della cattedrale. Si tratta di elementi architettonici, sarcofagi, puteali, capitelli e resti delle tubature in piombo dell'acquedotto romano.

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Sul lato nord della piazza, s'apre una galleria che conduce direttamente ai lastroni (in marmo veronese) del foro e a resti di edifici del secolo I a.C. Il lastricato superiore, che s'intravede da una "finistrella" del muro, fa pensare che la piazza romana terminasse a gradoni, con schemi architettonici di notevole valore scenografico. A sinistra dello scavo è pure visibile il cratere di una fornace tardoantica, ove si bruciavano marmi per la produzione della calce.

All'epoca romana è invece riferita un'altra fornace che, non molto lontano da qui (e precisamente sul punto dove via Luca Silvani s'innesta nella via Linea Gotica), ha lasciato un "monumentino" di ciottoloni e calcestruzzo.



Piazzetta Lucio Pisone

Attigua alla Piazza Plauto, ricorda Lucio Pisone, il leggendario eroe sarsinate che uccise, a Canne, il cavallo di Annibale. Lungo il suo perimetro si affaccia il palazzo dell'ex Seminario cha dal fronte della piazza lascia intravvedere i giardini interni.
Da notare il bel portichetto della cinquecentesca ex Casa Cristofaroni, a ridosso del vecchio Seminario, su cui svetta (dal secondo decennio del Novecento) la sua cupola neogotica, giustamente scampata agli imponenti lavori di ristrutturazione del 1983, per poter ospitare un auditorium e i preziosi volumi dell'antica Biblioteca Ecclesiastica.
La piazzetta, inoltre, nel periodo estivo è sede di spettacoli e intrattenimenti.

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