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Il centro storico E-mail

Via Cesio Sabino
La strada è intitolata ad un importante personaggio sarsinate vissuto verso la fine del I secolo, all'epoca dello splendore romano. Cesio Sabino, della nobile famiglia reatina dei Flavi, fu amico di Traiano e Marziale e, assurto all'importante carica di magistrato edile di Sarsina, abbellì la sua città di edifici in pietra e in marmo. La via oggi è caratterizzata dalle sue osterie e le sue botteghe che conservano ancora le insegne a tempera sui muri. L'antica contrada collega il lato destro di Piazza Plauto con la Ss 71 ed ospita il Museo Archeologico.

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Il Mausoleo di Obulacco
(piazzale Gramsci)
E' un monumento funebre, sotto la copertura a piramide, la porta sta a significare il trapasso, proveniente dalla preziosa necropoli di Pian di Bezzo. Ha una struttura ad edicola con copertura piramidale cuspidata. Il capitello e il cinerario sono copie fedeli degli originali, conservati nel museo archeologico. Eretto a ricordo di Aulo Murcio Obulacco figlio di Annio della tribù Pupinia (primo secolo a.C.), oggi commemora i caduti di tutte le guerre.

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I torricini vescovili
(viale Matteotti)
Inglobati nelle antiche mura civiche (I secolo a.C.) che cingono ad Ovest il centro storico, poco oltre il mausoleo di Obulacco, i settecenteschi "Torricini" furono fatti innalzare dal Vescovo Conte nel XV secolo a difesa della sua residenza.

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Casa di Plauto
(via Guerrin Capello)
In via Guerrin Capello, c'e' una casa che la tradizione vuole che sia il luogo dove nacque Plauto. Gli storici non dispongono di elementi certi per convalidare questa credenza, ma e' certo che la casa ha nella facciata e negli interni elementi certi di costruzione romana.

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Antico foro romano
Sul lato nord della piazza, s'apre una galleria che conduce direttamente ai lastroni (in marmo veronese) del foro e a resti di edifici del secolo I a.C. Il lastricato superiore, che s'intravede da una "finistrella" del muro, fa pensare che la piazza romana terminasse a gradoni, con schemi architettonici di notevole valore scenografico. A sinistra dello scavo è pure visibile il cratere di una fornace tardoantica, ove si bruciavano marmi per la produzione della calce.
All'epoca romana è invece riferita un'altra fornace che, non molto lontano da qui (e precisamente sul punto dove via Luca Silvani s'innesta nella via Linea Gotica), ha lasciato un "monumentino" di ciottoloni e calcestruzzo.

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Tempio di Cesio Sabino
(vicolo Aurigemma)
Cesio Sabino vissuto nella seconda metà del I secolo a.C. assurto all'importante carica di magistrato edile di Sarsina, abbellì la città con edifici di pietra e in marmo, fra i quali un tempio votivo localizzato nell'attuale via Aurigemma.

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